ANESTESIA GENERALE

L'anestesia generale è una tecnica in cui il paziente è reso completamente privo di coscienza. Inoltre l'anestesia generale permette di garantire l'analgesia (lei non percepisce dolore), l'amnesia (lei non ricorda nulla dell'evento chirurgico) e la paralisi muscolare (i suoi muscoli sono privi di tono e quindi rilasciati). L'anestesia generale è comunemente indotta e mantenuta somministrando al paziente farmaci per via endovenosa o per via respiratoria o per ambedue le vie. La profondità dell'anestesia può essere modificata aumentando o diminuendo la quantità dei farmaci somministrati. Al termine della procedura chirurgica, l'anestesista riduce progressivamente la profondità dell'anestesia, favorendo il risveglio in breve tempo, il recupero dello stato di coscienza e la completa autonomia. Durante anestesia generale tutto il corpo è paralizzato, il cervello è profondamente addormentato ed il paziente non sente nulla e non ricorda nulla dell'operazione. L'anestesia generale può essere eseguita mediante iniezioni endovenose o attraverso un tubo messo nella trachea se l'anestetico è gassoso oppure anche usando queste due vie contemporaneamente. L'anestesia viene avviata con un farmaco ipnotico; subito dopo, per proseguire, viene somministrato un vapore anestetico o un farmaco endovenoso, insieme ad altre medicine per tenere il paziente adeguatamente anestetizzato per tutto l'intervento chirurgico. La respirazione viene eseguita e controllata da una macchina automatica e sofisticata connessa ad un tubo sistemato nella trachea. Questo tubo viene tolto appena il paziente è sveglio. Per abolire il dolore si usano gli analgesici oppioidi, che sono dei farmaci simili alla morfina, ma sicuri e ben tollerati. Invece per "addormentare" profondamente il paziente si impiegano gli ipnotici per via endovenosa o per via inalatoria. Poi per realizzare il completo rilasciamento muscolare si utilizzano i miorilassanti, che paralizzano completamente la muscolatura, permettono al chirurgo di lavorare meglio, specialmente a livello addominale e toracico. Questi agevolano l'intubazione della trachea ed la respirazione artificiale mediante una macchina. Tale ventilazione assistita è necessaria anche perchè molti farmaci utilizzati per l'anestesia generale deprimono il centro del respiro.

Fasi dell'anestesia

L'anestesia generale prevede 3 fasi, che a loro volta si suddividono in momenti diversi:
1.fase pre-operatoria, che include: visita pre-anestesiologica e pre-medicazione;
2.fase intra-operatoria, che comprende induzione, intubazione, mantenimento e risveglio;
3.fase post-operatoria, cioè il periodo immediatamente successivo al risveglio ;

I Rischi

Per minimizzare i rischi, è pratica comune la somministrazione di una combinazione di farmaci diversi per ottenere una condizione di anestesia generale. In genere, per l’induzione viene somministrato un anestetico endovenoso seguito, per il mantenimento, da anestetici inalatori a volte in associazione con altri farmaci per via endovenosa. Spesso si somministrano prodotti specifici per indurre una paralisi muscolare. Questi farmaci interferiscono con la respirazione spontanea, di conseguenza si deve utilizzare la ventilazione a pressione positiva, manuale o meccanica. Per alcune procedure è richiesta l’induzione di ipotensione controllata. A questo scopo si impiegano labetalolo , sodio nitroprussiato e glicerolo trinitrato . Quest’ultimo viene utilizzato anche per la terapia dell’ipertensione, soprattutto nel periodo post operatorio. Per il controllo delle aritmie durante l’anestesia possono essere utilizzati betabloccanti , adenosina, amiodarone o verapamil. L’esmololo ha una brevissima durata d’azione ed è indicato soprattutto per il trattamento intra e peri operatorio delle aritmie, incluse la tachicardia e l’ipertensione .

CHIRURGIA E TERAPIE A LUNGO TERMINE

Il rischio della sospensione di terapie a lungo termine prima di interventi chirurgici spesso è maggiore di quello legato al loro mantenimento durante la chirurgia; in alcune condizioni, l’intervento chirurgico stesso può richiedere una variazione del regime terapeutico. È indispensabile che l’anestesista sia messo a conoscenza di tutti i farmaci che il paziente assume (o che ha assunto). I pazienti con atrofia surrenalica determinata dall’assunzione per periodi prolungati di corticosteroidi possono avere una rapida caduta pressoria se non viene somministrata una copertura con tali farmaci durante l’anestesia e nell’immediato post operatorio. L’anestesista deve quindi sapere se il paziente assume o ha assunto corticosteroidi. Altri farmaci che non dovrebbero essere sospesi prima di interventi chirurgici includono gli antiepilettici, i farmaci per la terapia del morbo di Parkinson, gli antipsicotici, i broncodilatatori, i farmaci cardiovascolari, quelli per la terapia del glaucoma, gli immunosoppressori, i farmaci che inducono dipendenza e quelli per la terapia dell’iper e dell’ipotiroidismo. Per informazioni generali per la chirurgia in pazienti diabetici Anche se è possibile eseguire interventi chirurgici in pazienti in terapia anticoagulante con valori di INR che si avvicinano a 2, molti chirurghi e anestesisti preferiscono sospendere la terapia anticoagulante orale. Circostanze specifiche determineranno la necessità di continuare la profilassi nel periodo peri operatorio con eparina o con calze a compressione graduata fino a che non possa essere ristabilita la terapia con i farmaci; per istruzioni ulteriori dovrebbe essere consultato uno specialista ematologo. Trai farmaci che dovrebbero essere sospesi prima di interventi chirurgici sono inclusi i contraccettivi estroprogestinici orali ,informazioni sulla terapia ormonale sostitutiva. Se occorre sospendere la terapia con antidepressivi, i farmaci vanno scalati in modo graduale al fine di evitare i sintomi da astinenza. In genere gli inibitori delle MAO, a causa delle interazioni pericolose che determinano, dovrebbero essere sospesi 15 giorni prima dell’intervento. La terapia con antidepressivi triciclici può essere continuata, ma può verificarsi un aumento del rischio di aritmie e ipotensione (e di interazioni pericolose con farmaci vasoattivi); l’anestesista dovrebbe essere informato se la terapia non è stata sospesa. Il litio andrebbe sospeso 24 ore prima di interventi di chirurgia maggiore, mentre per interventi di chirurgia minore non è necessario interrompere la terapia (facendo attenzione al controllo di liquidi ed elettroliti). La terapia con diuretici risparmiatori di potassio potrebbe essere sospesa il mattino dell’intervento quando ci sia la possibilità che si verifichino alterazioni della perfusione renale o danno tessutale tale da determinare iperpotassiemia.

ANESTESIA E GUIDA

I pazienti sottoposti a chirurgia minore, cui siano stati somministrati analgesici e sedativi, dovrebbero essere avvisati dei rischi connessi alla guida di autoveicoli. Per le benzodiazepine endovenose e gli anestetici generali a breve durata d’azione il rischio si protrae per almeno 24 ore dopo la somministrazione. I pazienti dovrebbero essere dimessi soltanto se accompagnati. Va enfatizzato il rischio connesso all’assunzione di alcolici.

PROFILASSI DELL’ASPIRAZIONE ACIDA

Rigurgito e aspirazione del contenuto gastrico (sindrome di Mendelson) sono complicanze gravi dell’anestesia generale, soprattutto durante la chirurgia ostetrica e in emergenza. Il danno polmonare è influenzato dal pH, dal volume del contenuto gastrico aspirato e dalla presenza di particelle di cibo. Per aumentare il pH e ridurre il volume dei liquidi gastrici possono essere utilizzati gli antagonisti dei recettori H2 o l’omeprazolo . Non influenzando il pH dei liquidi già presenti nello stomaco il loro valore in emergenza è limitato; gli antagonisti dei recettori H2 possono essere somministrati per bocca 1-2 ore prima dell’intervento, ma l’omeprazolo deve essere somministrato almeno 12 ore prima. Per neutralizzare l’acidità dei liquidi già presenti nello stomaco spesso sono somministrati farmaci antiacidi, meglio se non particolati come il sodio citrato.

Bombole dei gas

Ogni bombola dei gas porta un’etichetta con il nome del gas contenuto. Il nome o il simbolo chimico del gas appaiono sul dorso della bombola e sono riportati in modo chiaro e in maniera indelebile anche sulla valvola della bombola. I colori sull’estremità della valvola della bombola vengono riportati anche sul dorso; in caso di miscela di gas i colori di ogni singolo gas sono riportati in quattro segmenti, due per ogni colore. Le bombole dei gas dovrebbero essere immagazzinate in ambienti freschi e ben ventilati, lontano da materiale infiammabile. Nessun lubrificante deve essere utilizzato sulle valvole della bombola.