|
PSICHIATRIA
Antidepressivi
Che cosa sono?
Sono farmaci che innalzano il tono dell'umore; quando si e' depressi, infatti, l'umore e' molto "basso", si
tende a vedere tutto nero, non si riescono piu' a provare sentimenti di gioia e piacere, si e' indifferenti a
tutto cio' che accade intorno. Gli antidepressivi correggono questo squilibrio riportando l'umore al suo stato
normale: non si creda quindi che abbiano un effetto euforizzante o che siano capaci di regalare una felicita'
artificiale, funzionano solo nei pazienti veramente depressi. I principi attivi con effetto antidepressivo sono
decisamente molti, ma si possono dividere in 4 classi principali, di ciascuna si citano solo le molecole piu'
note.
Triciclici: imipramina, amitriptilina, desipramina, nortriptilina, clomipramina, maprotilina, trimipramina.
Inibitori delle monoamino-ossidasi (IMAO): farmaci storici ormai in disuso
Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): fluoxetina, citalopram, paroxetina, sertralina,
fluvoxamina.
Atipici: oxitriptano, mianserina, trazodone, nefazodone, mirtazapina, venlafaxina, reboxetina.
Quando e come si usano
Nella maggior parte dei casi gli antidepressivi si assumono per via orale, raramente e solo i triciclici si
possono anche iniettare, sempre su prescrizione medica. Questi farmaci non sono esenti da importanti
effetti collaterali e controindicazioni, inoltre il trattamento puo' durare diversi mesi o anni, percui il paziente
deve essere attentamente seguito dal medico. L'insorgenza dell'effetto terapeutico è piuttosto lenta,
richiede da 2 a 4 settimane; successivamente se la sintomatologia si stabilizza il medico puo' ridurre
progressivamente le dosi, fino alla sospensione del farmaco. Indipendentemente dal principio attivo
utilizzato, chi inizia una terapia con un antidepressivo deve assumerlo quotidianamente e non sospenderlo
mai di colpo. Gli IMAO sono quasi definitivamente scomparsi perche', come si vedra' in seguito, sono poco
maneggevoli; i triciclici sono ancora i farmaci di prima scelta nella depressione maggiore, mentre nelle
forme meno gravi la terapia puo' iniziare con un SSRI o con un antidepressivo atipico.
Effetti collaterali
Confusione mentale, problemi di memoria e di concentrazione sono piuttosto comuni con tutti gli
antidepressivi, ma possono essere interpretati come parte della sindrome depressiva, specie nei pazienti
anziani.
Triciclici: sedazione marcata, ipotensione ortostatica, sonnolenza, astenia, ansia, agitazione, stato
confusionale, secchezza del cavo orale, vertigini, stitichezza, ritenzione urinaria, tachicardia, aritmie,
visione indistinta, difficolta' di accomodazione visiva, tremori, aumento di peso, rischio di convulsioni
tonico-cloniche, ginecomastia, galattorrea, alterazioni della libido, iperidrosi. Tanti effetti indesiderati
derivano dalla scarsa specificita' d'azione di questa classe di farmaci che possiede anche una consistente
attivita' antistaminica e anticolinergica (antimuscarinica).
IMAO: sedazione o eccitazione, ipotensione posturale, incremento di peso, tremori, insonnia, iperidrosi,
vertigini, mal di testa, blocco dell'eiaculazione, debolezza, secchezza del cavo orale, stipsi, visione confusa.
SSRI: nausea, vomito, mal di testa, disfunzioni sessuali, impossibilita' ad eiaculare.
Trazodone: sedazione, ipotensione, priapismo, tachiaritmie ventricolar
Avvertenze
Tutti i farmaci antidepressivi amplificano l'effetto sedativo dei tranquillanti e delle bevande alcoliche:
queste associazioni andrebbero evitate.
Intossicazione acuta in seguito a overdose e' possibile sia con i triciclici sia con gli IMAO, l'avvelenamento e'
potenzialmente letale e deve essere trattato urgentemente in ospedale.
A causa del rischio di interazioni tossiche, nei pazienti in terapia con un IMAO il passaggio ad un qualsiasi
altro farmaco antidepressivo (anche un altro IMAO) deve avvenire dopo una sospensione del trattamento di
almeno 2 settimane.
|