La bulimia

La Bulimia, o con un termine piu' tecnico la bulimia nervosa, e' un disturbo alimentare caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti di solito da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. In genere questo viene fatto in segreto e puo' continuare per anni senza che gli altri se ne accorgano. Il comportamento compensatorio utilizzato piu' frequentemente e' il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attivita' fisica eccessiva. Lo scopo di questo comportamento e' di "neutralizzare" l'abbuffata. E' un tentativo di alleviare il senso di colpa provocato dall'abbuffata e di minimizzare ogni aumento di peso che si potrebbe verificare di conseguenza. Il comportamento compensatorio probabilmente e' piu' distruttivo dell'abbuffata per due ragioni. In primo luogo, ha un maggior numero di pericoli fisici e medici. In secondo luogo, tale comportamento aiuta a legittimare l'abbuffata; cioe' il comportamento compensatorio, neutralizzando l'abbuffata, aumenta la probabilita' che questa in futuro si verifichi di nuovo. La gamma dei comportamenti può variare di molto da persona a persona. Mentre alcune delle pazienti si abbuffano e ricorrono a questi comportamenti di compenso parecchie volte al giorno, altre lo fanno solo saltuariamente. Varia anche cio' che si intende per abbuffata. Per una persona l'abbuffata potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi dolci, mentre per l'altra potrebbe voler dire mangiare qualsiasi cibo che non sia a basso contenuto calorico. Allo stesso modo anche il comportamento compensatorio puo' presentarsi sotto parecchie forme. Sebbene la maggior parte delle persone bulimiche si autoinduca il vomito, alcune vomitano raramente o non vomitano mai. Altre possono combinare piu' metodi di compenso, il vomito e l'abuso di lassativi o il digiuno, l'attivita' fisica eccessiva e l'abuso di diuretici.

Come si puo' capire la bulimia?

La bulimia ha tre componenti:
1. il comportamento alimentare e compensatorio, o componente comportamentale;
2. il modo in cui le persone bulimiche pensano a se stesse e al loro mondo, o componente cognitiva;
3. il modo in cui le bulimiche gestiscono le proprie emozioni, o componente emotiva.
Per capire la bulimia e' necessario capire tutte le tre parti del problema. Forse il caso di Allison puo' facilitare la comprensione della bulimia attraverso l'identificazione del ruolo che ciascuna di queste componenti ha giocato nel suo disturbo.

Un caso

Allison era quasi sempre infelice e depressa (emotiva). Pensava (cognitiva) che l'infelicita' fosse dovuta al suo peso e che la soluzione del problema stesse nel dimagrire. Di conseguenza comincio' a mettersi a dieta (comportamentale). Purtroppo non riusciva a seguire una dieta ragionevole e cosi divenne sempre piu' restrittiva con l'alimentazione ed eccessiva con l'attivita' fisica (comportamentale). La dieta e l'esercizio fisico irragionevoli la portarono ad abbuffarsi (comportamentale), il che l'aiutò a pensare che era "cattiva", non aveva "alcuna forza di volontà" ed era "priva di controllo" (cognitiva). A loro volta questi pensieri negativi la fecero sentire piu' depressa e abbassarono la sua gia' bassa autostima (emotiva). Quando si abbuffava, provava anche sensi di colpa e aveva paura (emotiva), allora sentiva che doveva neutralizzare il cibo (comportamentale). Siccome con il passare del tempo le abbuffate e i comportamenti compensatori aumentavano, si sentiva ancora peggio nei propri confronti (emotiva), e cosi' il cibo bulimico continuo' fino a che non entro' in trattamento. Il passo piu' importante per capire la bulimia e' rendersi conto che le abbuffate e i comportamenti compensatori vengono usati per gestire le emozioni sgradevoli. Ciascuno di noi sa per esperienza che se sta abbastanza male fara' di tutto per sentirsi meglio. Le persone bulimiche hanno trovato che abbuffarsi e ricorrere ai comportamenti compensatori puo' momentaneamente distrarle dalla loro sofferenza. Sfortunatamente, poiché le abbuffate e i comportamenti compensatori sono solo distrazioni, è inevitabile che questi sentimenti riemergano, rendendo necessari ulteriori abbuffate e comportamenti compensatori.

Cosa possiamo fare per essere d'aiuto?

Informatevi sul problema della bulimia. Avete fatto gia' un buon passo leggendo queste righe e ogni altro materiale che riuscite a trovare sull'argomento. La bulimia non ha senso per chi non ha avuto il problema e non ha parlato con individui che ne soffrono. Date piu' sostegno e incoraggiamento che potete senza essere invadenti. C'e' una linea di separazione estremamente sottile tra il sostegno e il controllo. Quello che spesso viene offerto da amici e familiari come sostegno, attenzione e preoccupazione purtroppo viene percepito dalla bulimica come controllo. La bulimia è un disturbo del controllo, cioè l'individuo non ha il controllo della sua vita e usa la bulimia per cercare di averne di più. Allo stesso tempo, la bulimica vuole essere indipendente e spesso si offende per i tentativi di controllo degli altri. Vista questa sensibilita', il vostro sostegno potrà essere erroneamente percepito come tale. Potete offrire una mano tesa, ma poi dovete aspettare che sia la bulimica ad avvicinarsi a prenderla. Non cercate di fare il terapeuta. Siate coscienti dei vostri limiti. Siete troppo coinvolti emotivamente per essere in grado di risolvere i problemi della bulimica. Anche i terapeuti cercano un trattamento presso altri terapeuti, semplicemente perche' e' troppo difficile vedere con chiarezza la propria situazione. Siate quello che siete: familiare o amico. Così come hanno bisogno del tipo di assistenza che soltanto un terapeuta puo' fornire, le persone bulimiche hanno anche moltissimo bisogno del tipo di aiuto che solo un familiare o un amico puo' dare. Cercate di rendervi conto che probabilmente la vostra familiare o amica avra' bisogno di un aiuto professionale per superare questo problema. Ci vorra' del tempo per risolvere il problema completamente. Se fosse facile rinunciare alla bulimia, l'avrebbero gia' fatto. Cercate di aumentare la pazienza e la comprensione nei suoi confronti quando si abbuffa e poi ricorre al comportamento compensatorio, rendendovi conto che al momento sta facendo del suo meglio. Ricordate che anche se avete paura, siete arrabbiati, frustrati e depressi, lei lo e' ancora di piu' e probabilmente da piu' tempo. Non abbiate timore o imbarazzo nel cercare voi stessi l'aiuto o il sostegno di un professionista se ne avete bisogno. Non c'e' probabilmente niente di piu' difficile che osservare qualcuno cui volete bene farsi del male. L'impotenza che familiari e amici sentono puo' essere schiacciante. Abbiate cura anche di voi! Molte comunita' offrono gruppi di sostegno per amici e familiari della persona bulimica. Potreste avvalervi di questa oppurtunita'. La bulimia si configura come l'esaltazione patologica della fame.

I soggetti

I soggetti sofferenti di bulimia presentano ricorrenti episodi di abbuffate e sperimentano una sensazione di mancanza di controllo sul proprio comportamento alimentare. Le persone bulimiche hanno una persistente ed eccessiva preoccupazione riguardante la forma ed il peso del corpo. Questi soggetti si dedicano regolarmente al vomito auto indotto e ricorrono frequentemente a lassativi e diuretici. Spesso le persone bulimiche adottano diete ristrette od anche il digiuno, oppure ricorrono a forme di rigorosa disciplina finalizzata al fatto di evitare gli aumenti del peso.