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GASTROENTEROLOGIA
Esami Specialistici
La gastroenterologia e' quella branca della medicina che si occupa dell'apparato digerente e della cura delle
malattie che lo colpiscono. Che vuol dire una larga percentuale dei malanni che affliggono i tre quarti della
popolazione del mondo. Fegato, stomaco, intestino, pancreas sono il motore che consente al nostro
organismo di marciare, che gli fornisce gli elementi che si traducono in forza, lucidita', benessere e salute.
Che trasforma la benzina che ci proviene dall'alimentazione in sangue, proteine, vitamine, grassi. Va da se',
dunque, che l'apparato digerente deve salute e benessere per almeno il 50-60% al modo in cui ci
alimentiamo. Si spiega, quindi, la stretta correlazione fra due specializzazioni, gastroenterologia e scienza
dell'alimentazione, e perche' diversi gastroenterologi siano anche cultori dell'altra specialita'. E si spiega
perche', infine, una cattiva o scorretta alimentazione possa provocare seri danni all'apparato gastroenterico
e all'intero organismo. Si va dalle coliti alle epatopatie, dall'ulcera alle diverticoliti, dai disordini intestinali
ai tumori. Chiaro che le cause possono essere anche diverse, legate a motivi genetici, ad alcuni farmaci o
all'ambiente in cui si vive. Ma e' altrettanto chiaro che una responsabile opera di prevenzione dei malanni
gastrointestinali non possa prescindere da una sana e corretta alimentazione.
La gastroscopia
La "gastroscopia" e' un esame endoscopico, che permette cioe' di osservare il tratto superiore dell'apparato
digestivo. Lo strumento usato per fare questo esame si chiama "endoscopio". Percio' l'endoscopia del tratto
digestivo superiore e' chiamata "gastroscopia". Il "tratto digestivo superiore" e' quella parte dell’apparato
digerente, costituito:
dall'esofago, cioe' il tubo che collega la bocca con lo stomaco,
dallo stomaco vero e proprio,
dalla parte iniziale dell’intestino tenue chiamato "duodeno".
Per essere digerito, il cibo passa attraverso l'esofago e arriva, prima, nello stomaco e, poi, nell'intestino
tenue.
Anni di esperienza dimostrano che la gastroscopia e' un esame sicuro. In genere, dura solo pochi minuti. Le
complicazioni sono molto rare. Le piu' importanti sono: la perforazione (cioe' l'apertura accidentale di un foro
nella parete intestinale), che puo' richiedere un intervento chirurgico di riparazione e l'emorragia, che, in
caso di perdita abbondante di sangue, puo' rendere necessaria una trasfusione. Queste complicazioni oltre
a essere estremamente rare sono per lo piu' legate a particolari situazioni patologiche. Discutete ogni
vostro timore con il medico.
La colonscopia
La "colonscopia" e' un esame endoscopico, che permette cioe' di guardare l'interno del colon. Lo strumento
usato per fare quest’esame e' un endoscopio specifico per il colon, chiamato "colonscopio". Percio' l’
endoscopia del colon e' chiamata "colonscopia".
Il colon, o grosso intestino, e' l’ultimo tratto dell’apparato digerente o gastrointestinale. Il colon inizia dall’
intestino cieco (che comunica con l’estremita' finale dell’intestino tenue) e termina nel retto e poi nell’ano.
Il colon ha l’aspetto di un tubo lungo circa un metro e ha la funzione principale di contenere gli alimenti non
assimilati prima che questi vengano espulsi come feci.
La colonscopia e' un esame sicuro e serve a valutare adeguatamente problemi come l’emissione di sangue
dal retto, dolori addominali, cambiamento delle abitudini intestinali, diarrea o stitichezza oppure altri
problemi individuati da precedenti analisi.
I problemi gastroenterologici
Innanzitutto la sindrome gastroesofagea da riflusso, vale a dire un problema dello sfintere che regola il
passaggio del cibo tra l'esofago e lo stomaco. Le irregolari contrazioni provocano un transito dallo stomaco
all'esofago del materiale digerito il quale, a causa dell'acidita' molto elevata, determina una corrosione
dell'esofago stesso. Si configura quindi un quadro di infiammazione permanente (esofagite cronica), evento
anche molto frequente e soprattutto nei bambini piccoli. Una notevole incidenza e' stata notata poi in
pazienti affetti da distrofia di Duchenne. Il riflusso si traduce in sintomi quali il dolore notturno, la nausea
e l'inappetenza, con conseguente alimentazione irregolare, ipocalorica e problemi della deglutizione
associati a calo ponderale per i disturbi della nutrizione: talvolta tali sintomi possono sfociare in ulcere o
sanguinamenti dell'esofago. Queste situazioni vanno ben identificate e ove possibile prevenute, attraverso
una valutazione della motilita' esofagea o della manometria gastrica.
Per quanto poi riguarda l'atonia gastrica, siamo qui in presenza di una situazione di debolezza della parete
muscolare dello stomaco, caratterizzata da una distensione e dall'incapacita' di contrarsi sufficientemente in
modo da proseguire il processo digestivo. Si tratta di una condizione quasi sempre presente nelle
distrofinopatie e nelle distrofie miotoniche, mentre mancano dati su altre patologie. I sintomi, facilmente
identificabili, sono quelli provocati dalla mancanza di svuotamento gastrico: gonfiore, sensazione di
pienezza, nausea, fastidio all'ingestione del cibo. Vi puo' essere anche l'interessamento del cuore, con
aritmie e tachicardie. Anche per l'atonia gastrica sono possibili approcci diagnostici e terapeutici. Il
trattamento piu' efficace e' quello procinetico, ovvero con farmaci che aumentino la contrazione gastrica.
Infine la sindrome da pseudostruzione intestinale cronica che puo' andare dalla semplice stipsi (stitichezza)
cronica - nella maggior parte dei casi legata alla limitazione dell'attivita' motoria - fino ad una vera e
propria sindrome, presente nelle distrofie e nelle malattie mitocondriali. In questo caso i disturbi
interessano essenzialmente l'alvo: la maggior parte delle volte si tratta di una forma di costipazione
intestinale, ma talora possono manifestarsi anche scariche diarroiche. La situazione puo' degenerare in
dilatazione delle anse intestinali, dando origine alla rottura della membrana mucosa, con conseguenti
emorragie intestinali e disturbi a livello emorroidario.
Fondamentale e' la dieta. Contrariamente a quanto finora si e' pensato, e' controindicata un'alimentazione a
base di fermenti lattici o fibre: un'eccessiva quantita' di queste ultime stimola infatti la produzione di
massa volumetrica, ma da' una compattezza alle feci tale da renderne difficoltosa l'eliminazione. Vanno poi
evitati i cosiddetti "lassativi irritanti", che per la loro natura osmotica possono provocare irritazione sulla
parete intestinale. E' invece indicata una dieta abbondante di liquidi o semiliquidi, mentre gli altri alimenti
devono essere privi (o con quantita' molto ridotta) di acidi grassi i quali producono masse di fecalomi e la
cui fermentazione puo' provocare coliche e distensioni addominali. Da evitare anche le bevande gasate,
mentre possono essere utili il carbone vegetale e gli emollienti quali l'olio di vaselina e l'olio di paraffina
che lubrificano la parete intestinale.
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