"Le nuove tecniche di prelievo: aferesi"

L'evoluzione della medicina ha portato al disuso del sangue umano totale e all'uso sempre più spinto e selettivo dei singoli emocomponenti. In questa ottica si è pertanto sempre più sviluppata la pratica aferesi che consente, mediante l'uso di macchine particolari, detti separatori cellulari, di prelevare solamente il componente ematico necessario.
Mediante aferesi si può raccogliere il plasma Plasmaferesi, le piastrine Piastrinoaferesi, i globuli bianchi Leucoaferesi. Questo tipo di donazione richiede tempi leggermente più lunghi di una donazione normale, va comunque sottolineato che i moderni separatori cellulari sono assolutamente sicuri per il donatore e che per tutto il materiale usato è sterile e monouso, quindi esente da rischi di trasmissione di malattie.
Questo tipo di donazione, che attualmente è indirizzato verso quei pazienti che necessitano di grandi quantità di uno degli emocomponenti sopra citati, è destinato a diventare la donazione principale nei prossimi anni. Il perseguimento della autosufficienza nazionale della produzione di farmaci di uso comunissimo come i plasmaderivati (albumina, gamma globuline, fattori della coagulazione, ecc.) ha dato un enorme impulso alla plasmafaresi produttiva. Questo tipo di donazione consiste nel donare solamente il plasma, mentre i globuli rossi vengono restituiti al donatore e si può effettuare in molti centri.
Il donatore che effettua plasmafaresi deve avere le stesse caratteristiche del donatore di sangue, fatta eccezione per l'età che deve essere inferiore ai 55 anni. I livelli di emoglobina minimi previsti per la plasmafaresi sono inferiori a quelli del donatore di sangue: 11.5% g/dl nella donna e 12.5 g/dl nell'uomo. Anche la frequenza delle donazioni è diversa da quella tradizionale: almeno 14 giorni fra due donazioni di plasma e fra una donazione di plasma e una di sangue; almeno un mese fra una donazione di sangue ed una di plasma.