"Vitamine salva-mente"

La "c" la "e" ad alte dosi potrebbero avere un effetto protettivo nei confronti della malattia neurologica.

Potenzia i meccanismi difesa delle cellule inattivando i radicali liberi dell'ossigeno che le danneggiano; regola la permeabilità dei capillari favorisce l'assorbimento intestinale del ferro. Grazie a questi, ben documentati effetti benefici, la vitamina C è da anni al centro di ricerche sull'invecchiamento, nella speranza di trovare in essa un alleato di giovinezza. Sul fronte, delle malattie del cervello alcuni studi - contraddetti da altri- avevano suggerito che la vitamina, presente negli agrumi, nei peperoni, nei kiwi, nei pomodori e nelle verdure a foglia verde possa ritardare la comparsa della malattia di Alzheimer. Una disgregazione della personalità, quest'ultima che colpisce un individuo su 20 al di sopra dei 65 anni, ma che non risparmia soggetti pin giovani.

LA NOVITA'

Ora uno studio americano pubblicato su Archives of Neurology azzarda qualcosa di più: che un'integrazione della dieta con la vitamina C prevenga la malattia. A quali dosi? Fra i 500 e i 1000 milligrammi, quantità decisamente superiori al fabbisogno giornaliero, che si attesta sui 60-90 milligrammi. I ricercatori dell'Università John Hopkins di Baltimora hanno monitorato quasi 5000 persone ultrasessantenni registrando passo dopo passo i nuovi casi di Alzheimer. Hanno visto così che la malattia è comparsa con una frequenza nettamente inferiore nei soggetti che avevano preso regolarmente integratori a base di vitamina C e E.